L’eredità

Cosi’ si apre il testamento di Papa Giovanni Paolo II, reso pubblico oggi: ”Vegliate, perche’ non sapete in quale giorno il Signore nostro verra”’.

Nel testamento il Santo Padre rivela di aver pensato alle dimissioni nel 2000. Nel 1982 considero’ la possibilita’ che i suoi funerali si svolgessero in Polonia. Ma nel 1985 lascio’ ogni decisione sulle esequie al collegio cardinalizio, che se avesse voluto avrebbe potuto consultarsi con i ”connazionali” polacchi.

Il Papa scrive poi che la ”Divina Provvidenza” lo ha ‘’salvato in modo miracoloso dalla morte”, che nell’81 il Signore gli ha ”prolungato la vita, in un certo senso - dice - me l’ha donata di nuovo”.

Il Papa, che non lascia alcuna proprieta’, ha espresso la volonta’ che i suoi appunti personali vengano bruciati.

”Grazie alla provvidenza divina la guerra fredda - scrive il Papa - e’ finita senza il violento conflitto nucleare”. Nel testamento del Papa, oltre al ricordo di vescovi, credenti di altre religioni e confessioni e del mondo della cultura, della scienza e della politica, c’e'anche un ricordo per i giornalisti. ”E quanti rappresentanti del mondo della cultura - scrive - della scienza, della politica, dei mezzi di comunicazione sociale”: sono anch’essi ”abbracciati con grata memoria”.

Il testamento e’ stato scritto a piu’ riprese, cominciando dal 6 marzo ‘79 e concludendo il 12-18 marzo 2000. Dal primo scritto il Papa ha presente il pensiero della morte e si vuole preparare ad essa.

Fonte: Ansa.it


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