Due domandine…
Antonella mi ha chiesto di rispondere a due domande per argomentare la sua tesi di laurea. Le rispondo qui e ne approffitto per invitarvi, se volete, a fare lo stesso.
Domanda numero 1.
Cos’è per te la festa?
Domanda numero 2.
Come vivi le classiche feste comandate (ad esempio Natale, Pasqua, etc.), cosa organizzi, cosa rappresentano per te? Cambieresti il tuo modo di festeggiarle? Come?
Per quel che mi riguarda la festa è un momento di completo distacco dalla vita quotidiana; che si parli di una ricorrenza lieta, di un evento sportivo, di uno stato d’animo momentaneo, la festa è un momento della vita da godere al 100%. E l’unico modo per farlo è lasciarsi alle spalle tutti i problemi, le preoccupazioni, gli impegni della vita vera.
E le feste comandate? Le vivo, e dunque non le considero più “comandate”. Una festa non può essere comandata, siamo liberi di scegliere cosa festeggiare e di rifiutare le imposizioni della società. Non organizzo nulla di particolare e mi lascio rapire dalla tradizione… certo qualche modifica al passo con i tempi non guasta, ma nessun cambiamento radicale al “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” (per restare a queste due feste). Non cambierei, dunque, il modo di festeggiarle se non in qualche dettaglio imposto dagli eventi che, volenti o dolenti, accompagnano la nostra esistenza.

Home
Chi sono
Blog
Fotografie
Archivio
Link
Mail
Skype
Google Talk
Msn
Hacker
My del.icio.us
My flickr
Add to...
OpenOffice.org
Get Firefox
CSV Exporter


Festa = festeggiare qualcosa di lieto
Feste comandate = le odio in generale e per fortuna la mia fmiglia è anticonformista come me e l’unica cosa che ci tocca è Natale da mia nonna anziana che ci tiene l’unica cosa buona è il non lavorare e potersi rilassare se poi ci scappa un viaggetto meglio
La festa per me è l’epilogo di un qualcosa che va avanti da tempo, è la conclusione di un lavoro, di un’impresa, di un’attività…è il voler evadere momentaneamente e il voler rendere grazie per qualcosa di compiuto..
Le feste comandate rappresentano la tradizione che a mio parere non deve essere dimenticata,la famiglia che si riunisce, l’amore il sedersi (CON LA TRANQUILLITà che non c’è nella quotidianità) per un giorno attorno all’albero e al presepe o ad un uovo di pasqua, ad un dolce fatto assieme e parlare e gioire di tutto..vorrei appunto che si vivessere in autenticità ogni festa comandata,senza il consumismo e l’ipocrisia del “si deve fare”; charo che poi ad ognuno la sua scelta del come festeggiarla, se festeggiarla! Si finisce per odiare quel che è fatto per imposizione.
A me piace molto organizzarmi con i miei parenti e amici,stare assieme e soprattutto imparare a cucinare i classici piatti della festa..la tradizione va avanti!
Festa: ubriacarsi a strapezzi, ingiurando tutti quelli che sono sani e che vedono in te un ubriaco insignificante e sudicio.
Feste comandate:ricordarsi di avere una famiglia zassa dentro.
[...] P.S.: grazie per risposte [...]
anche io ti ho risposto.. su msn
hehe