E diamo da mangiare pure a questi.

Dal sito del Corriere della Sera:

[...]Pericolosità sociale. L’ironia di Olindo
«L’efferatezza dell’esecuzione e il movente sproporzionato – si legge nell’ordinanza del gip – implicano una concreta esigenza della tutela della collettività perché attesta che gli indagati hanno un’indole particolarmente violenta, una personalità antisociale e la labilità del loro autocontrollo. Non hanno dimostrato alcun pentimento, né tradito alcuna emozione, premettendosi pure, il Romano, di ironizzare al pm che lo interrogava dicendogli che in carcere avrebbero avuto vitto e alloggio gratis e rammaricandosi solo di non aver fatto fuori il Castagna Carlo, il più bastardo di tutti».

Negli ultimi giorni il tema della pena di morte è sulla “bocca” di quasi tutti i giornali (tele e non). E’ un pò una cosa triste ,non  tanto per il tema, tristissimo in se, ma perchè se ne parla solo in determinate occasioni: esecuzioni negli USA, esecuzioni illustri, scioperi della fame da masochisti, et similia.
Non siamo noi a poter decidere della fine della vita di un’altra persona, non siamo in grado di farlo. Chi uccide commette un grandissimo errore, ed è giusto che paghi in vita l’errore che ha commesso. Il sig. Olindo in America finirebbe diritto sulla sedia elettrica, in Italia avrà, a conti fatti, vitto e alloggio gratis, e neanche per il resto dei suoi giorni – perchè ovviamente sarà dichiarato incapace di intendere e di volere, bla bla bla, ed uscirà dal carcere assieme alla moglie.

E’ così difficle trovare una mezza misura? E’ così difficile trovare una zappa o un piccone da dare a quest’”uomo”? C’è tanto lavoro di bassa manovalanza da fare in Italia, nel Mondo, e soprattutto tanta manopera potenzialmente gratuita e garantita nel tempo. Non ammazziamoli, facciamoli lavorare, anche 20 ore al giorno. Hanno ucciso, è giusto che paghino, non che smettano di vivere.



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