Mala sanità
Ieri ho passato tutta la mattinata e parte del pomerigio al pronto soccorso per una distorsione alla caviglia. Ho perso tutta giornata praticamente, che schifo che vergona la sanità italiana! Ed oltre a me tanta altra gente in attesa di essere visitata. Davvero uno schifo. Tutti, giustamente, a lamentarsi: dal son due ore che aspetto qui senza notizie al qui ci vuole una bella denucia così capiscono che devono darsi una mossa. Ne ho sentite di tutti i colori e mi son chiesto: ma la gente perchè prima di parlare non connette il cervello? In particolare mi ha colpito una signora su una sedia a rotelle temporanea che sbraitava per l’attesa perchè, diceva, doveva tornare a casa a fare le pulizie. Ora cara signora, sei su una sedia a rotelle, non puoi camminare, come diamine fai a fare le pulizie?
Negli ospedali ci sono i codici di urgenza, dal rosso, il più grave, all’azzurro per i malati immaginari. Si viene serviti per ordine di urgenza, come è ovvio che sia, e successivamente per ordine di arrivo. Utilizzando un attimino il cervello è facile capire che l’attesa non è paragonabile all’attesa dal salumiere o alla posta: i medici hanno a che fare con delle persone e, a meno che non siano in grado di fare i miracoli, hanno bisogno di un po’ di tempo che visitare. Nello specifico aggiungiamoci pure il fatto che ieri il medico era uno solo (e la caposala ci aveva pure avvisati), facciamo due più due ed evitiamo di dire boiate e soprattutto di protestare quando non c’è motivo.
La sanità italiana non è il massimo, soprattutto qui al Sud, ma son sicuro che se fossimo un tantino più rispettosi del lavoro degli altri tutto funzionerebbe molto molto meglio.















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